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documento presentato in occasione dell' Assemblea dei coordinatori di circolo

Questo partito vive ormai da diversi mesi una profonda crisi organizzativa,strutturale ed identitaria, effetto, anche, di una esperienza amministrativa della città di Napoli, che ha via via smarrito in questi anni quella spinta propulsiva al cambiamento che avrebbe consentito di risolvere le annose criticità strutturali della realtà partenopea, quali l’ occupazione, la riqualificazione urbanistico-ambientale, la lotta alla criminalità organizzata,

la creazione del ciclo integrato dei rifiuti, la valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico, il decongestionamento,la viabilità ed il potenziamento del trasporto pubblico.

 

Anziché interpretare le istanze della cittadinanza, traducendole in un ‘ effettiva azione di governo cittadino, ci si è preoccupati unicamente di perpetuare un sistema volto alla sola conservazione e gestione del potere che ha prodotto da un lato, uno smarrimento del senso comune di responsabilità ed appartenenza partitica e dall’ altro, una sostanziale incapacità degli organi di partito ad esercitare una funzione di controllo, anche critico, rispetto all’ azione di governo dell’ amministrazione locale.

 

L’ eccessiva sovrapposizione tra la compagine amministrativa e quella di partito ha avuto il solo merito di produrre immobilismo, disaffezione tra gli iscritti, incapacità di rigenerare una nuova classe dirigente, smarrendo l’ essenza propria di una forza riformista e modernizzatrice che non è riuscita fino in fondo a fare di Napoli una città europea e di riferimento del Mediterraneo tutto.

 

La vicenda legata alle primarie ha messo a nudo i limiti del partito napoletano incapace di saper cogliere la straordinaria opportunità e potenzialità che lo strumento poteva offrire in un’ ottica di rilancio e riavvicinamento agli elettori, dividendosi non sui programmi e sui progetti ma su nomi, nell’ ambito di una competizione senza regole certe, viziata da dinamiche poco chiare.

 

Ritenendo indubbia la valenza democratica di uno strumento altamente partecipativo , quale quello delle primarie, occorre però una necessaria ridefinizione delle modalità di svolgimento di tale competizione volta a valorizzare il ruolo dei soli militanti ed iscritti al partito anziché di una vasta ed indefinita area di elettori, non necessariamente del centro-sinistra, mossa da logiche clientelari e da personalismi piuttosto che da una profonda mobilitazione che si articoli intorno a reali piattaforme programmatiche.

 

Lo strumento delle primarie, strutturato sui criteri della meritocrazia e della competenza, deve essere utilizzato, sia nell’ ambito locale che nazionale, non solo per la scelta dei candidati a cariche elettive, ma soprattutto, per selezionare una classe dirigente realmente rappresentativa delle diverse realtà locali e che non sia esclusivamente espressione di segreterie e logiche di partito.

 

Il partito napoletano necessita di un riassetto organizzativo nelle sue diverse parti che sia funzionale al recepimento delle istanze provenienti sia dalla città metropolitana e sia dalle diverse realtà territoriali provinciali, sfuggendo da quella che è stata sino ad oggi una visione napolicentrica totalizzante e sorda agli stimoli, alle riflessioni e talvolta alle “richieste d’aiuto” delle realtà locali.

 

Tale riassetto non può la risultanza di mere operazioni di riposizionamento individuale e riorganizzazione partitica, ma deve tenere nella debita considerazione una nuova e più ampia domanda di partecipazione democratica  interna da ottenersi mediante la rappresentanza dei segretari dei circoli negli organi del partito provinciale; la trasformazione dell’ Assemblea dei coordinatori di circolo da organo consultivo ad organo di proposizione di punti all’ ordine del giorno dell’ Assemblea provinciale;la calendarizzazione di incontri volti alla pianificazione , anche decentrata, dell’ attività partitica.

 

Per conseguire un così ambizioso obiettivo è fondamentale mettere in campo tutta una serie di risorse che consentano di aprire una nuova stagione di impegno politico, all’ interno del quale uomini, donne, militanti ritrovino il senso di appartenenza, condivisione e partecipazione ad un progetto politico, caratterizzato da una visione solidarista, ambientalista , e che supporti i nuovi diritti civili e sociali, improntata alla valorizzazione della dignità del lavoro, alla responsabilità, anche sociale, dell’ impresa, una visione autenticamente democratica e legalitaria.

 

CHE COS' E' IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO E PERCHE' BISOGNA VOTARE Sì?

Oramai è ufficiale. Il 12 e 13 Giugno si voterà su 4 quesiti referendari:  due aventi ad oggetto l'acqua,uno riguardante l'energia nucleare ed infine uno sul legittimo impedimento.

Purtroppo il Governo sta facendo di tutto per fare in modo che non si raggiunga il quorum necessario per l'abrogazione delle 4 disposizioni in esame;infatti vi ricordo che il Referendum è ABROGATIVO (nel senso che occorrerrà votare SI per fare in modo che le norme vengano cancellate definitivamente dal nostro Ordinamento legislativo).

La tv è in "silenzio stampa"..nel senso che nessun tg è stato in grado di informare adeguatamente i cittadini sull'importanza dei detti quesiti,ecco perchè noi ci siamo molto battuti per sensibilizzare la gente circa le centrali nucleari e l'acqua pubblica.

Ma per il legittimo impedimento la questione è ancora più importante,stante il fatto che molte persone non sanno cosa sia (perchè chiaramente la televisione non INFORMA COME DOVREBBE).

Pertanto riteniamo indispensabile chiarire l'essenza di un simile provvedimento.

Dunque nel codice penale è previsto che ogni cittadino ha diritto a far spostare un'udienza di un processo che lo riguarda se ha un impedimento che secondo la legge deve essere EFFETTIVO E ASSOLUTO.Caso tipico, una malattia.

 Nel caso di un imputato che sia anche presidente del Consiglio, è intervenuta una legge che ha esteso notevolmente i casi in cui egli può chiedere di non presenziare al dibattimento e quindi, implicitamente, di rinviare. Dice la legge: «In caso di concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi o dai regolamenti e delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività, comunque, coessenziale alle funzioni di Governo». Ed è questo il primo dei problemi sollevati dai magistrati di Milano: l’estensione dell’elenco degli impedimenti.

Il tribunale riceve la richiesta dell'imputato. Normalmente è il tribunale a ricevere la richiesta dell’imputato e a prendere le decisioni conseguenti. Nel caso di presidenti del Consiglio, invece, le procedure sono differenti: «Ove la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice è tenuto a rinviare il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può, comunque, essere superiore a 6 mesi». Dietro quella definizione di «è tenuto» si gioca l’intera partita. I giudici contestano l’automatismo; palazzo Chigi lo difende.

 Alla stregua della legge promulgata dal Parlamento dunque ,il Presidente del consiglio sarebbe legittimato ad astenersi dai processi che lo riguardano (che peraltro non hanno niente a che vedere con le funzioni di governo).

A prescindere dalle enormi conseguenze sul quadro politico, che potrebbero portare persino a elezioni anticipate, nel caso in cui la legge sul legittimo impedimento fosse ABROGATA, la prima e ovvia conseguenza scatterebbe al tribunale di Milano dove ripartirebbero i tre processi che vedono imputato il premier. Al momento tutti e tre i dibattimenti sono «congelati». Com’è noto si tratta del processo sulla presunta corruzione del testimone David Mills, del processo Mediaset-diritti tv dove il premier risponde di frode fiscale e infine del processo Mediatrade dove Silvio Berlusconi è accusato di appropriazione indebita e frode fiscale. Nel caso opposto, nulla muterebbe. Nei casi intermedi sarà da vedere nel dettaglio che cosa dicono le sentenze.

La Corte Costiituzionale ha approvato la richiesta dell'Italia dei valori di varare un referendum sul Legittimo impedimento.

 In poche parole la norma varata dal governo  introduce la possibilità per il Presidente del consiglio e per i ministri, di non comparire nelle aule di giustizia. Votando “sì” si sceglie di abrogare l’attuale legge.

 Riportiamo qui di seguito il quesito relativo al L.I. su cui siete chiamati a votare:

QUESITO SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO: (Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale). “Volete voi che siano abrogati l’art. 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, e l’art. 2 della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante ‘Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza’, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 13-25 gennaio 2011 della Corte costituzionale?”.

Bisogna votare SI!

Nelle aule di tribunale compare la scritta "LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI".

Ergo la norma non riguarda solo Berlusconi ma riguarda tutti quant voi. SE VI ASTENETE LEGITTIMATE LA DISUGUAGLIANZA SOSTANZIALE TRA I CITTADINI. NON FATE QUESTO ERRORE.

DOBBIAMO DIFENDERE I NOSTRI PRINCIPI,PRINCIPI CHE IL GOVERNO STA CERANDO DI USURPARE

 

                                                                                                   Michela Mandola

                                                                                        Giovani Democratici Ottaviano 

 

12- 13 Giugno 2011 Referendum per l'acqua pubblica!

La più alta prova di democrazia, lo strumento diretto attraverso il quale il cittadino può esprimere il proprio parere, l’opportunità di creare il Paese del futuro e di plasmare quelle che sono le norme che regolano la nostra vita quotidiana.

Un sogno? Potrebbe sembrare ma non lo è.

Stiamo parlando del Referendum popolare che si terrà in tutta Italia il 12 e il 13 Giugno 2011.

Il referendum ha come oggetto 4 quesiti fondamentali di cui solo nelle ultime settimane si è sentito parlare ma senza comunque approfondire con un’informazione obiettiva e precisa.

Bisogna quindi puntare l’attenzione su ognuno dei quesiti ai quali noi tutti verremo sottoposti: legittimo impedimento, nucleare e acqua.

Quest’ultima infatti è chiamata in causa, in questo referendum, per quanto riguarda la sua gestione che va ovviamente pari passo con l’efficienza del servizio fornito al cittadino quindi è questo uno dei quesiti che ci riguarda particolarmente da vicino.

L’acqua è un bene che appartiene a tutti e il suo diritto è stato definito dalla Risoluzione ONU del 29 luglio 2010 come un diritto umano universale e fondamentale. Purtroppo, però, molto spesso e in molti Paesi Europei la gestione del servizio idrico viene affidata a grandi società private rendendo in questo modo l’acqua una vera e propria merce dalla quale ovviamente derivano i profitti della suddetta gestione.

A sostegno di un utilizzo corretto di questo bene è stato anche redatto nel 1998 a Lisbona un “Manifesto mondiale dell’acqua” che tra i punti cardine propone anche quello attraverso cui si intende precisare che la

gestione della proprietà e dei servizi è una questione di democrazia. Essa è un affare dei cittadini e non (solo) dei distributori e dei consumatori.

In Italia ,oggi, noi cittadini abbiamo l’opportunità di decidere, attraverso il voto, di regolare la gestione dell’acqua per impedirne la privatizzazione, preferendo ad essa una gestione pubblica quindi democratica.

I referendum sono abrogativi quindi si vota SI per dire NO (e viceversa) e i quesiti che interessano l’acqua sono due.

 

Il primo quesito è su scheda rossa e il testo per intero recita così:

Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione

«Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?»

Il secondo invece, su scheda gialla:

Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma

«Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?»

In sostanza il primo referendum punta contra l’assegnazione della gestione idrica ad aziende o multinazionali private mentre il secondo verte sul fatto che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell' "adeguatezza della remunerazione del capitale investito".                                                      

 

 

Il tema riguardo la privatizzazione dell’acqua è molto importante in quanto, attuando questo tipo di insensata gestione, si rischierebbe di dar vita a monopoli ai quali importerebbe solo di aumentare i profitti a discapito della qualità del servizio fornito, per questo la questione merita la massima attenzione da parte di tutti noi. Non esiste alcun motivo per il quale la gestione privata dovrebbe essere migliore di quella pubblica come non abbiamo alcuna sicurezza che le imprese sarebbero disposte ad anteporre il benessere sociale al loro guadagno,ove necessario. I Paesi che stavano operando sulla linea della privatizzazione come la Francia sono subito tornati alla buon vecchia gestione pubblica.                       

 

Il tipo di gestione privata che si intende adottare  porterebbe in pochi anni all’aumento dei prezzi,

ad un peggioramento della qualità dell'acqua potabile e a sicuri conflitti locali. 

Sono questi i punti che ci inducono a recarci alle urne del nostro paese il 12 e 13 Giugno 2011 per dire Si e Si ai suddetti quesiti perché siamo noi cittadini il motore della democrazia e siamo sempre noi i garanti di una vita migliore per le future generazioni.

Per il rispetto di tutti, l’acqua non può diventare una merce nelle mani delle imprese private ma un bene

nelle mani di noi tutti cittadini italiani!

 

VOTATE 2 VOLTE SI!

 

Marisa Cassese

Giovani Democratici OTTAVIANO


 

Verso il Referendum

 

Nuova Sede PD

La sede del Partito Democratico di Ottaviano è stata trasferia in

Via Michele Arpaia n.2

Nei Pressi della Stazione Circumvesuviana di Ottaviano.

 

Berlusconi dimettiti !

Il Partito Democratico di Ottaviano

Domenica 13 Febbraio 2011, Piazza Municipio

Raccolta Firme...

 

"Se non ora quando?"

E' ora di dire basta! Per questo i Giovani democratici di Napoli e Provincia aderiranno alla manifestazione del 13 Febbraio "Se non ora quando". Saremo insieme alle donne e agli uomini che vogliono un paese diverso, che lottano per i loro diritti.

 

 

Questo governo si è dimostrato incapace di comprendere e valorizzare l'enorme energia proveniente dall'universo femminile. Il presidente del consiglio ha mortificato e calpestato la dignità di quante si sono date da fare per costruire il proprio futuro di madri, studentesse, lavoratrici, sorelle che hanno creduto nelle loro capacità. Ha insultato la volontà di quante hanno scelto di farsi strada nella vita senza vendere il proprio corpo. Ha mischiato la sua vita privata, i suoi gusti ed i suoi vizi a quella politica, svendendo senza vergogna la cosa pubblica.

 

Saremo in piazza per far sentire la nostra voce e dire, come scrive la cilena Marcella Serrano, che "Una donna è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite ed entusiasmi, di amori e disamori. Una donna è inevitabilmente la storia del suo ventre, dei semi che vi si fecondarono, o che non furono fecondati, o che smisero di esserlo, e del momento, irripetibile, in cui si trasforma in una dea. Una donna è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto. Una donna è sempre la storia di molti uomini. Una donna è la storia del suo paese, della sua gente. Ed è la storia delle sue radici e della sua origine, di tutte le donne che furono nutrite da altre che le precedettero affinchè lei potesse nascere: una donna è la storia del suo sangue.Ma è anche la storia di una coscienza e delle sue lotte interiori. Una donna è la storia di un'utopia".

 

 

I Giovani Democratici di Napoli e Provincia

 

Tesseramento GD

Giovani Democratici di Ottaviano presentano:
 

Tesseramento 2010/2011 dal 19/01/2011

dalle ore 15:00 alle ore 18:00

Presso la sede del Partito Democratico di Ottaviano

Piazza Municipio, Ottaviano (NA). 

 
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